La Festa della Sensa, meraviglia e orgoglio di Venezia

 

E venne la Festa della Sensa.
Occasione buona, nelle campagne venete, per fare un po’ di baldoria alla buona e ficcare le gambe sotto una tavolata con rustici mangiari: il cotechino e la lingua di maiale per esempio; un piatto saporito da rifar la bocca anche dei siori.
La Sensa a Venezia, però, era tutt’altra cosa: il festival dell’universo, la fine del mondo.
Perché combinava la festa religiosa con quella civile, ricordando il giorno che Pietro Orseolo II s’era mosso con la flotta della città per la conquista della Dalmazia: il primo passo della potenza veneta sul dominio dei mari.

Per la Sensa dunque, sette giorni prima e sette giorni dopo, a Venezia:
… l’oro e l’argento va per le scoazze.
Che galìe, che sciambecchi, che galiazze Leggi l’intero articolo su: http://feedproxy.google.com/~r/laltravenezia/~3/0yJNGqjNXpc/festa-della-sensa-meraviglia-e-orgoglio-di-venezia.html

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